Phoenix81 Ci sono fuochi che non si possono spegnere

18nov/101

Il sopravvivere di Napoli

Napoli di Raffaele La Capria

Napoli di Raffaele La Capria

Leggendo il libro-raccolta "Napoli" di Raffale La Capria c'è stato un passaggio che mi ha particolarmente colpito nella sezione "L'occhio di Napoli".

Il libro è chiaramente incentrato su Napoli e tutto quello che ruota intorno all'essere napoletani e alla napoletanità.

Ecco, in forma ridotta,  il dialogo immaginato che tanto mi ha colpito:

<<E' perché siete come siete e siete sempre stati, che oggi siete ridotti così. E' perché siete come siete e vi compiacete di essere,  che avete la società più criminale. E' perché siete come siete, che dovete essere sempre assistiti. E' perché siete come siete che non producete e dunque non avete sviluppo. E' perché siete come siete, che sarete sempre gli stessi >>, dice il solito moralista (leghista diremmo oggi, n.d.r).

<<Ma come si fa a non essere come si è?>> risponde il napoletano.

<<Non lo so è affar vostro>

<<E come si potrebbe voler essere come non si è?>>

<<Non lo so, è affar vostro>

...

<<E' perché siamo come siamo e siamo sempre stati, che stiamo ancora qui. E' perché siamo come siamo e ci piace di essere,  che siamo preparati a tutto. E' perché siamo come siamo e siamo sempre stati, che abbiamo pratica di catastrofi e vi passiamo attraverso. E come sopravvivemmo alla peste e al colera, alle eruzioni e ai terremoti, alla sovrappopolazione e alla miseria, alla disoccupazione alla camorra agli assassini alla droga, così sopravviveremo ad ogni disastro presente e a quelli futuri. Nel nostro essere come siamo ci sono più possibilità di essere, e di tornare ad essere, di quante voi possiate immaginare.>>

<<Si, ma perché parlate sempre di sopravvivere e mai di vivere?>>

<<Perché presto vivere sarà un lusso riservato a pochi. E' meglio che i molti imparino a sopravvivere.>>

Tutto questo scritto ne "L'occhio di Napoli" del 1994.

Facendo anche una breve recensione del libro, la scrittura di La Capria è abbastanza aulica e necessita di notevole attenzione nella lettura, non è un libro da ombrellone insomma.

Le osservazioni che a volte si ripetono durante il passare delle pagine sono estremamente profonde e possono essere molto più utili ad un napoletano per capirsi che ad altri per capire i napoletani.

I riferimenti ad altri testi sono numerosi ed una buona istruzione classica (non necessariamente del 'classico' :) ) potrebbe  tornare utile.

La prospettiva descrittiva è quella di un napoletano che vive il distacco dalla sua città come un "poetico litigio", una situazione in cui è stato facile impersonificarmi.

Durante lo scorrere delle pagine,  il gioco dall'autore sul filo della comprensione realizza un affresco attendibile dell'emozione della napoletanità, viene quasi voglia di perdonarsi di essere napoletano e di far pace con tutto quello che spesso risulta inaccettabile di questa civiltà che comunque tanto amo e sento mia, anche nelle cose da rinnegare.

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25ott/101

Usare la cornice digitale come ebook reader economico

Affascinato come sempre dalle nuove tecnologie eccomi pronto a comprare un ebook reader.

Comincio così i miei soliti confronti  incrociati tra tecnologie disponibili, marche e prezzi dei vari venditori online.

Bisogna dire sui reader che, anche se si tratta di una tecnologia relativamente vecchia, i prezzi sono comunque  ancora molto alti e la concorrenza in Italia scarsa.

Ad un certo punto mi pongo una domanda cruciale che non sempre è la prima che viene in mente ad un appassionato di tecnologia: ma mi serve davvero?

Analizzo il problema: lo scopo principale è leggere comodamente nel letto una serie di fumetti in formato PDF, preferibilmente a colori.

Mi fermo un attimo, comincio a macinare pensieri e mi domando ancora: un ebook reader è l’investimento giusto?

Guardandomi intorno mi focalizzo su una cornice digitale puntualmente lasciata spenta sulla libreria dopo due giorni di utilizzo.

Uhm, ideona!

Breve giro sul web e trovo un buon numero di programmi free e shareware capaci di convertire PDF in immagini o, più semplicemente, stampare su una stampante virtuale come JPG.

Di lì alla soluzione del problema il passo è breve:

  • Installo la mia bella stampante virtuale
  • Prendo qualche bel PDF e via in stampa a colori come JPG.
  • Raccolgo le immagini in una directory su una scheda SD.
  • Verifico che l’ordine dei nomi dei file corrisponda alla sequenza del fumetto.
  • Inserisco l’SD nella cornice digitale.
  • Accendo la cornice e avvio la presentazione manuale.

Gioco fatto:  eComic Reader a colori,  senza spendere una lira,  in alta definizione.

Questo procedimento è in pratica applicabile a qualsiasi cornice digitale.

Purtroppo questa soluzione, mentre per un fumetto può avere ampiamente senso, la trovo scomoda per la lettura di un libro in quanto la luminosità di questo gadget elettronico è piuttosto elevata.

Occhio che l’eComic deve essere libero da diritti d’autore (o dovete comunque averne una copia fisica) ma niente paura che il web è stracolmo di buoni prodotti.

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10ott/100

Luci a San Ciro (piccola dedica a Portici)

Visto che sulla guida di Napoli della De Agostini indicano piazza San Ciro a Portici come piazza San Siro (l'avrà scritta un milanese :) ) trovo giusto rubare al grande Vecchioni il testo base della canzone "Luci a San Siro":

Hanno ragione, hanno ragione
mi han detto:"E' terrone tutto quello che sta là
parli di piscina col mio costume,

Piazza San Ciro a Portici

Piazza San Ciro a Portici

ma è del mare che ho voglia
se non l'hai capito già"
E che gli dico:"Guardi non posso,
io quando passeggio
passeggio per il viale suo,
magari anche fra le sue auto
ma ho sempre camminato pieno di felicità"

Festa di San Ciro di quella sera
che c'è di strano siamo stati tutti là,
ricordi il suono della sua banda?
Tu a imitare con la bocca il giro in LA.
Ma stai barando, tu stai cantando,
così non vale, è troppo facile così
trovarti girarti giocare a pallone
Nella tua piazza con il caldo che fa li.

Ma per il lavoro emigro mi son messo sul mezzo
non son capace più di dire un solo no
Ti vedo in foto e ti vorrei dire
ma tanta strada in mezzo a noi che cosa fa?
Fa la mia vita, fa la tua storia
tanto doveva prima o poi finir così
crescevo e per forza devo lavorare
ora l'ho capito, io son qui pe laurà.

Scrivi Vincenzo, scrivi programmi
che più ne scrivi più sei bravo e fai danè
tanto che importa a chi li utilizza
se lì sei nato e non sei nato qui nel nord?
Fatti pagare, fatti valere
più picchi i tasti più ti dicono di si
e se hai le dita anchilosate che importa
tienile chiuse e nessuno lo saprà.

Portici mia portami via, fa tanto freddo,
ho l'artrosi e non ne posso più,
facciamo un cambio prenditi pure
quel po' di soldi quel po' di prosperità
ma dammi indietro la mia cinquecento,
i miei vent'anni e quella piazza che tu sai
Milano scusa stavo scherzando,
feste a San Ciro non ne vedrò mai più.

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3set/091

‘A Chiena di Campagna 2009

Qui trovi la fotogallery

Campagna, piccolo paese montano in provincia di Salerno, tra luglio ed agosto diventa scenario di una festa estremamente caratteristica: "A chiena".
Nei weekend estivi, secondo un calendario fissato di anno in anno, il percorso del fiume Tenza viene deviato a orari prestabiliti per allagare allegramente Corso Umberto I°, ovvero il principale corso cittadino.
Durante la Chiena comincia un festoso, civile e regolamentato scambio di secchiate e gavettoni tra turisti e cittadini.

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17lug/091

Una perplessita’ mi perplime sul vecchio conio

La lingua italiana, questa sconosciuta! Da anni uso, convinto della sua esistenza, il termine perplime.

Ebbene NO! Perplime non è ufficialmente italiano, anche se si presenta come diffuso neologismo, al momento non è presente in alcun vocabolario della lingua italiana.

Ho intrapreso delle indagini nel web scoprendo che la nascita di questo termine è legata al comico Corrado Guzzanti che la coniò in una trasmissione dei primi anni 90.

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