Mag 28

Canta Napoli? No, canta il fisco!

Tommy Riccio e Antonio Ottaiano

Tommy Riccio e Antonio Ottaiano

E li chiamano neomelodici… Tommy Riccio e Antonio Ottaiano, volti molto noti nel panorama musicale partenopeo, sono stati scoperti dalla guardia di finanza di Napoli per una presunta evasione fiscale di oltre sei milioni di euro con un’operazione battezzata “Canta Napoli”. Le verifiche tributarie hanno portato alla denuncia dei due cantanti che avrebbero omesso la presentazione della dichiarazione dei redditi ed avrebbero occultato scritture contabili.
I loro curriculum artistici vantano feste di piazza, esibizioni a ricevimenti e matrimoni nonché rappresentazioni teatrali. Numerose anche le apparizioni in programmi televisivi su canali locali e nazionali.
Per eludere i controlli uno dei due ha intestato fittiziamente beni e disponibilità, provento dell’attività artistica a terze persone le quali, in alcuni casi, totalmente all’oscuro di quanto accadeva. Alla madre di uno dei neomelodici denunciati, per di più sprovvista di patente, risultano intestate moto di grossa cilindrata ed autovetture di lusso.
Guadagnano quanto un cantante internazionale, ostentano onestà e buon senso e poi… li chiamano neomelodici!

Mag 23

Capaci: il sud è una carogna puzzolente!

Strage di Capaci

Strage di Capaci

Vent’anni da quel giorno segnato sui libri di storia, io ragazzino non capivo ciò che era successo e tutto quello che ancora stiamo pagando.

Delle vite perse… tutte uguali le vite… tutte importanti ma alcune nel loro percorso assumono una connotazione diversa.

Alcune vite nel loro svolgimento diventano più di una, diventano le migliaia di vite che ancora meritavano di essere difese e che meritano di essere vendicate.

Le vite non valgono tutte allo stesso modo, alcuni uomini sono molte vite insieme, sono la speranza, sono la forza che ti fa dire <<NO>> davanti all’illegalità e tutto ciò che mira a franare sulla società civile.

La società! La società civile: l’unica vera conquista che distingue l’uomo dagli altri animali.

E allora cos’è chi mina la società civile?

Cos’è chi si nasconde a volte dietro poltrone statali o chi schiaccia il tasto di un telecomando che spegne la luce della società in un flash?

Animali, solo animali furbi ma ciechi che credono di essere più forti della società ma che senza di essa non riuscirebbero a sopravvivere, come i parassiti.

Il Sud ormai è una carogna puzzolente, solo i piccoli parassiti probabilmente sono rimasti a mangiare quel poco di fame che resta mentre gli altri sono andati, con le mani pulite e la giacca, dove i soldi girano davvero.

Vent’anni fa non sono morte delle persone innocenti o semplici eroi, siamo morti tutti.

Vent’anni fa è cominciata la strada intrapresa all’ultimo bivio storico di un Sud che VOLEVA cambiare e forse ancora vuole ma tanto la vita di un eroe non varrà mai milioni di persone… almeno così insegna la storia – chi vuol capire capisca.

Mag 21

‘Na sera e maggio

Maglietta primo scudetto Napoli Buitoni

Maglietta primo scudetto Napoli Buitoni

L’attesa

E’ l’alba di domenica 20 maggio 2012 e  a Napoli si respira aria di attesa… le strade brulicano di bancarelle spuntate come funghi : bandiere, trombette, parrucche azzurre e cose di ogni genere, tutto per attendere le ore 20.45, la sfida che ogni napoletano sente più di tutte le altre, quella contro la 2vecchia signora”, e ancora più se si pensa alla sua imbattibilità in campionato e al fatto che la Coppa Italia manca a Napoli dal lontano 1987.

Girare per Mergellina nel tardo pomeriggio è davvero uno spettacolo, ragazzi da ogni parte muniti di bandiere e sciarpe che si dirigono verso piazzale Diaz per guardare la partita dal maxi-schermo, ed ecco è tutto pronto, l’intera città paralizzata, sembra quasi di essere tornati alla finale dei mondiali del 2006.

La partita

Roma, stadio Olimpico, è iniziata Napoli – Juve, ma il primo tempo termina in uno 0-0, bisogna aspettare il 18′ del secondo tempo, rigore di Cavani e la città esplode e solo 20 minuti dopo è fatta, goal di Hamsik e la coppa è in pugno, anche se la squadra soffre un po’ negli ultimi minuti, ma eccolo il fischio finale e finalmente si può festeggiare.

 

La gioia

Per una notte Napoli sogna, fa baldoria e sembra non esistano più problemi, niente critiche per questi calciatori e per qualche ora non conta se il nostro Pocho resta o va via, basta guardare le sue lacrima per essere orgogliosi di averlo avuto con noi.

 

Mag 19

Ci vorrebbe il silenzio… ma servono le nostre urla

Lutto

Ci vorrebbe il silenzio… ma servono le nostre urla!

Non si conosce ancora la matrice dei folli fatti di Brindisi ma il dolore, lo sgomento e il terrore si stanno insediando in Italia e nelle nostre menti concedendo la vittoria a chi ci vuole così: sconfitti.

 

Vengo dal Sud oggi è idealmente a Brindisi in un abbraccio virtuale e nazionale alle vittime.

Mag 16

Il matrimonio a Napoli tra luoghi comuni e realtà

Avete mai partecipato ad un matrimonio napoletano?

Beh, se la risposta è no, lasciate che ve lo spieghi… la parola chiave è “abbondanza”, non importa quanti soldi possano volerci, l’importante è che tutto sia curato nei minimi particolari e che i preparativi abbiano inizio più di un anno prima.

Torta nunziale

Torta nunziale

Il primo step è la scelta del ristorante, che naturalmente deve essere il migliore e deve garantire agli invitati giorni di indigestione per tutto il cibo ingerito, ovviamente il pranzo, che dovrà prolungarsi fino a notte inoltrata, sarà accompagnato dal “cantante”, che a Napoli vuol dire la partecipazione di un nuovo ragazzino neo-melodico, momentaneamente sulla cresta dell’onda, che tra un gorgheggio e l’altro strapperà qualche lacrima agli sposi e agli invitati.

Il secondo step è la Chiesa, che dovrà essere tra le più importanti e note della zona, addobbata di fiori in ogni centimetro quadro e per finire all’uscita degli sposi non potrà mancare il classico volo delle colombe bianche.

Ma il punto forte di tutto questo è l’abito della sposa, è lì che non si può sbagliare :perline, strass, merletti e un velo chilometrico ,il tutto avvolto in un abito alla “Via col vento”, perché “à spos è  à spos!”, gli occhi sono tutti per lei e tutti ne devono parlare.

Infine c’è il trucco, parrucchiere, fotografo, bomboniere e via discorrendo , ma proprio non si può trascurare un particolare : gli invitati. Si vestono nei modi più assurdi, osano nei colori e negli accessori e un invitato che si rispetti non può non avere i mitici occhiali da sole, anche quando effettivamente il sole non c’è.

Certo chi è nato al nord, tutto questo non lo capirà mai, ma lo scopo di questo breve trafiletto è solo quello di strappare un sorriso al lettore, che se è nato a Napoli, sa che i matrimoni al sud non sono solo questo, ma ci sono anche tante persone che fanno delle scelte più sobrie per festeggiare un giorno così importante, ma comunque sia il matrimonio a Napoli resta un vero e proprio evento.

 

di Annunziata Scognamiglio

foto dall’album di Shelley Panzarella
Mag 14

Bandiere Blu al Sud 2012 – dove il mare è un patrimonio ancora da difendere

Bandiera Blu

Bandiera Blu

Ecco l’elenco delle bandiere blu 2012 al Sud, un patrimonio troppo spesso sperperato e infatti il numero di riconoscimenti al sud è estremamente inferiore alle potenzialità della nostra costa, si pensi alla sola Sicilia con 6 misere bandiere.

Ricordiamo che la “Bandiera Blu“è  un eco-label volontario assegnato alle località turistiche balneari che rispettano criteri relativi alla gestione sostenibile del territorio.

 

MOLISE (2 bandiere)

Termoli, Petacciato-Marina (Campobasso)

CAMPANIA (13 bandiere)

Massa Lubrense, Anacapri – Punta Faro/Gradola (Napoli); Positano, Agropoli, Castellabate, Montecorice-Agnone/Capitello, Pollica-Acciaroli/Pioppi, Casal Velino, Ascea, Pisciotta, Centola-Palinuro,Vibonati, Sapri (Salerno)

BASILICATA (1 bandiera) 

Maratea (Potenza)

PUGLIA (10 bandiere)

Rodi Garganico (Foggia); Polignano a Mare, Monopoli-Lido Rosso/Castello S.Stefano/Capitolo (Bari); Fasano, Ostuni (Brindisi); Ginosa-Marina di Ginosa (Taranto); Otranto, Melendugno, Salve, Castro (Lecce)

CALABRIA (6 bandiere)

Cariati, Amendolara (Cosenza); Cirò Marina, Melissa-Torre Melissa (Crotone); Roccella Jonica, Marina di Gioiosa Jonica (Reggio Calabria)

SICILIA (5 bandiere)

Lipari-Lipari/Vulcano (Messina); Ispica-Santa Maria del Focallo/Ciricà, Pozzallo, Ragusa-Marina di Ragusa (Ragusa); Menfi (Agrigento)

SARDEGNA (6 bandiere)

Santa Teresa di Gallura-Rena Bianca, La Maddalena-Punta Tegge/Spalmatore, Palau-Palau Vecchio/Sciumara (Olbia-Tempio); Castelsardo-Ampurias (Sassari); Oristano-Torre Grande (Oristano); Quartu Sant’Elena-Poetto (Cagliari)

 

fonte Programma Bandiera Blu

Mag 11

Museo Gracco – Svelate le opere del Maestro

Il Museo Gracco di Pompei, dopo aver coperto le opere per solidarietà con la protesta del CAM di Casoria e più in generale contro l’indifferenza verso la cultura ha finalmente “riscoperto” le preziose opere.
Ecco il comunicato stampa del 10 maggio del Museo:

Ieri, 9 maggio, al Museo Gracco di Pompei, in occasione dell’incontro con Rachele Sorrentino, Counselor Formatore e Supervisore ad Approccio Gestaltico Integrato, sono state finalmente “scoperte”, o “svelate”, le nuove opere del Maestro Franco Gracco preparate per la sua mostra “Fuori dal Labirinto”, che erano rimaste coperte fino allo scorso 8 maggio per protesta contro l’indifferenza delle istituzioni all’arte e alla cultura.

Numeroso il pubblico che ha assistito all’evento, composto per lo più da collezionisti, amici, e allievi del Maestro, nonché dalle socie del club Inner Wheel “Pompei-Oplonti-Vesuvio Est”, presieduto da Almerinda Giugliano, che ha patrocinato l’incontro.

Nell’introduzione alla mostra è stato spiegato il particolare senso in cui il Maestro Gracco ha affrontato il mito del Labirinto. Già in una sua precedente esposizione sul tema, nel 2000, intese i “labirinti” come percorsi dell’immaginario, con riferimento a certi “percorsi” o stili di vita odierni ingarbugliati e fuorvianti, moderne forme di “schiavitù” o condizionamento che possono intrappolare o rendere totalmente incapaci di reagire coloro che ne sono vittime. Quell’esposizione si concentrava soprattutto sulla realtà interna al Labirinto. Questa nuova mostra rappresenta la realtà esterna al Labirinto, quando, cioè, Teseo, che ha già ucciso il Minotauro ed è uscito dal Labirinto, si ritrova in una condizione di “otium”, una sorta di riposo creativo al “suono della natura”, fatto di ricordi e profonda meditazione, finalizzati a progettare un nuovo percorso di vita, libero da ogni forma di schiavitù.

Ad un primo sguardo, i nuovi quadri colpiscono non soltanto per la grandezza del formato scelto (tra i 98 e i 160 cm di lato), ma soprattutto per la commovente varietà dei colori utilizzati, l’intera gamma cromatica dell’antica pittura pompeiana, rappresentativa, in chiave simbolica, dei quattro elementi della vita: dal giallo, che ricorda l’aria, e quindi il luminoso mondo delle idee, al rosso del fuoco, simbolo dell’impegno e della passione che spinge l’essere umano alle imprese eroiche, dal blù e dal verde, i colori dell’acqua, come i sentimenti  che animano le azioni umane, al nero o ai colori della terra, ovvero i valori della tradizione.

Ad uno sguardo più attento, si possono scorgere alcuni elementi tipici del mito. Il “filo di Arianna”, che ritroviamo sotto forma di corda, “cordone ombelicale” si potrebbe dire, e talvolta attorcigliato in un “nodo d’amore”, non è solo l’espediente che servì a Teseo per uscire dall’intricato percorso, ma anche il “medium”, il tramite che collega due mondi paralleli, separati, e al tempo stesso uniti, da elementi architettonici come porte, muri, o colonne: il mondo dentro al Labirinto e quello fuori al Labirinto, e in particolare, da un lato, l’esperienza vissuta dentro il Labirinto dall’eroe ormai divenuto “vecchio” e, dall’altro, la vita nuova germogliata fuori dal Labirinto e rappresentata dal “giovane”; da una parte, la storia, “un’antica storia” gelosamente custodita, e, dall’altra, le nuove generazioni che sognano di “volare alto”. A queste ultime è affidato il compito di far tesoro del l’eredità morale ricevuta e, come piante rigogliose piene di fiori, portare a loro volta abbondante frutto.

In questo senso, gli incontri organizzati nel contesto della mostra hanno lo scopo di individuare le strategie per evitare, se possibile, di entrare in tali labirinti, veri o mentali, e, per chi vi fosse già caduto dentro, i modi per uscirne o, quantomeno, per difendersi. Il tema del Labirinto può essere declinato in molte forme, o affrontato da vari punti di vista, da quello psicologico, come nel caso dell’incontro con la Sorrentino, a quello economico, che sarà esaminato nell’incontro del 30 maggio  dall’economista Sàntolo Cannavale.

Considerati i recenti fatti di cronaca, che raccontano di persone sopraffatte dai problemi e a volte spinte a gesti estremi, è stato quanto mai opportuno il contributo psicologico offerto dalla dottoressa Rachele Sorrentino, che ha saputo brillantemente intrattenere il pubblico, coinvolgendolo dall’inizio alla fine in un’appassionante e istruttivo dibattito. I problemi sorgono, ha spiegato la Sorrentino, quando cerchiamo al di fuori di noi ciò che non abbiamo, e che non possiamo avere, cioè la perfezione. Siamo così ossessionati dall’efficienza, talmente preoccupati di essere accettati a tutti i costi dagli altri, da non avere il tempo di pensare a noi stessi. E questo ci procura frustrazione. La soluzione è conoscere sé stessi più intimamente e accettarsi per come si è, sia per i pregi, sia per i difetti. Concludendo, la dottoressa ha ammesso che l’idea di farci una sincera introspezione, di compiere, per così dire, un “viaggio” dantesco verso il centro della terra, il nostro io più profondo, potrebbe spaventarci. Per paura di non riuscire poi a “risalire”, potremmo desistere dal cominciarlo. Ma ci ha pure ricordato che, per una specie di legge naturale, saremo al contrario automaticamente spinti verso l’alto e aiutati a pervenire a una maggiore consapevolezza di noi stessi. Ed è lì che potremo ritrovare il senso della nostra vita.

 

“Fuori dal Labirinto”

Fino al 24 giugno 2012

MUSEO GRACCO, Via Diomede 8, Pompei

Orario di visita: 10-13/16-18 dal martedì al sabato; 10-13 la domenica. Lunedì chiuso.

Venerdì 18 maggio, Giornata Internazionale dei Musei ICOM, ore 11,00 e 17,00, visite guidate gratuite alle collezioni museali e alla mostra.

Sabato 19 maggio, Notte dei Musei, apertura straordinaria fino alle 22,00.

Mag 10

10 maggio 1987 – nozze d’argento con lo scudetto

Napoli 1986-87

Napoli 1986-87

Già! Oggi sono 25 anni da quella gloriosa data…

Già! 25 anni fa un argentino ridisegnò la geografica calcistica italiana e un popolo riuscì per la prima volta a festeggiare uno scudetto per troppo tempo solo sognato.

In tributo a quei giorni è doveroso, io avevo poco più di sei anni ma quelle “bandiere tutt’azzurre” le ricordo lo stesso.

Ecco l’intervista al grande Diego Armando Maradona riportata dalla pagina “Napoli poesia d’Italia…divine napoletane!”:

Sono sempre innamorato della mia Napoli e di quella maglia azzurra. E l’augurio che faccio a tutti i tifosi è che presto possano far festa per un altro scudetto.

– Eccolo Diego Maradona – Lo chiamano ancora Dio, in Argentina. Qui a Napoli resta il più magico dei giocatori che ha mai calcato l’erba del San Paolo.

10 maggio 1987: quel giorno è sempre più vicino, comunque. Anche se sono passati 25 anni. ‘Mi sembra ieri, una emozione unica. Il mio cuore adesso è lì, in ogni angolo della città dove si farà festa ricordando quello scudetto’. C’è Maradona che piange di felicità, dopo aver avuto la certezza dello storico titolo. Piange a due passi dagli spalti. ‘Ho pianto poche volte su un campo di calcio. Quel giorno non era un giorno come gli altri’. Lo avrebbe fatto solo un’altra volta: ai Mondiali del 1990 quando, dopo aver perso la finale, col suo orgoglio calpestato dai tifosi italiani. Angelo Pisani, l’avvocato napoletano del Pibe de Oro, sistema il telefono dello studio: Maradona, il più sublime interprete planetario del gioco del calcio, è a Dubai ma sembra che sia dietro l’angolo. La sua voce è inconfondibile. Come il suo italiano.

Le dispiace di non essere qui?

“Da anni sono triste per non poter ritornare a Napoli quando voglio. Ma oggi lo sono ancora di più. I miei ex compagni fanno festa, li saluto. Vorrei rivedere tutti. Eravamo un grande gruppo, una grande famiglia. Altrimenti non avremmo mai potuto battere le grandi squadre del nord”.

Quello scudetto vinto, il primo della storia del Napoli, resta una delle gioie più belle della sua carriera?

“E’ vero. Con il Mondiale vinto in Messico con l’Argentina. Solo che quel giorno feci festa a casa mia, davanti alla mia gente. A Città del Messico il mio popolo era lontano”.

La partita con la Fiorentina, la ricorda?

‘Quell’anno ricordo tutto: la vittoria a Brescia, quella all’Olimpico contro la Roma, quelle contro il Milan, la sconfitta di Firenze. Tutto, l’ultima partita al San Paolo, poi, la notte eravamo tutti in ritiro, nella stanza di Carmando a guardare la tv e a parlare tra di noi. La festa poi fu bellissima, durò giorni e giorni. Non ho mai capito perchè il Napoli ci mise 60 anni per vincere uno scudetto. Aveva ed ha un pubblico fantastico’.

Una volta disse che vincere uno scudetto a Napoli era come vincerne tre e mezzo alla Juventus?

‘E credo che sia rimasto ancora come allora. Però battere la Juve (dice sempre Giuve, come a quei tempi, ndr) era un’impresa fantastica. Noi ci riuscimmo e ricordo quella vittoria come se fosse ieri’.

Era difficile vincere al Sud?

“Difficile ma bellissimo. Ricordo l’entusiasmo per lo scudetto, i tifosi, gli striscioni, i cori. Abbraccio tutta Napoli per le emozioni che mi ha dato. Il mio cuore adesso è con loro. Come lo era allora’.

Lavezzi vuole lasciare Napoli?

“Capitò anche a me di voler andare via. Può capitare. Io non sarei mai andato in un’altra squadra italiana. Tutti mi dicevano che pure Sivori aveva giocato sia con il Napoli e poi con la Juve ma io non mi sarei mai immaginato con una maglia diversa da quella azzurra in Italia’.

Sa già quando tornerà in Italia?

“Mi auguro che questa assurda faccenda finisca presto. Ho fiducia immensa nei confronti del mio avvocato’.

Sarebbe venuto a Napoli altrimenti?

‘Sono molto impegnato qui, fare l’allenatore a Dubai è molto complicato. Ho un contratto lungo, mi diverto e mi piace. Ma Napoli è nel mio cuore e lo sarà per tutta la vita. Come lo sono gli affetti più cari.

strong>Ecco il mitico gruppo che vinse lo scudetto:

Presidente: Corrado Ferlaino
General manager: Pierpaolo Marino
Allenatore: Ottavio Bianchi
Preparatore atletico aggiunto: Luigi Castelli

Portieri

Claudio Garella,  Raffaele Di Fusco, Giuseppe Taglialatela

Difensori

Giuseppe Bruscolotti, Ciro Ferrara,Moreno Ferrario, Alessandro Renica,Giuseppe Volpecina,  Tebaldo Bigliardi, Massimo Filardi,  Antonio Carannante,  Raimondo Marino,  Davide Lampugnani,  Luciano Sola

Centrocampisti

Salvatore Bagni,  Fernando De Napoli, Francesco Romano, Costanzo Celestini,Ciro Muro, Angelo Cioffi, Luigi Caffarelli

Attaccanti

Vincenzo Casolaro, Bruno Giordano, Diego Armando Maradona, Andrea Carnevale, Luigi Castellone

Mag 08

Tifoso juventino di Napoli pentito in nome dell’Unità d’Italia

Maglietta primo scudetto Napoli Buitoni

Maglietta primo scudetto Napoli Buitoni

Chiariamoci, non è che ce l’abbiamo con la Juventus ma solo con i razzisti, ma dopo i fatti accaduti allo Juventus Stadium, sembra che durante i festeggiamenti del meritato 28° scudetto alcuni soliti stupidi abbiano cantato in coro a Torino:“MERIDIONALE POVERO COGLIONE TIFI PER NOI CHE TI INSULTIAMO … TERRONE !”

Sul web sta girando da un po’ di tempo una lettera, che ritengo tanto artificiosa quanto simpatica, di un napoletano tifoso della Juventus che poi si è pentito per motivi tutti da scoprire.

La lettera pare sia stata pubblicata per la prima volta sulla pagina Facebook di “Noi Juventini della Campania”.
Ne riportiamo il testo:

Salve a tutti, adesso sono un grande tifoso del Napoli!

Sono entrato in questa pagina per non insultare nessuno, ma per lasciarvi una storia di un juventino napoletano come voi, che adesso però tifa Napoli!Spero che vi lasci riflettere!

Grazie e spero che l’admin non mi banni!

Ciao,
mi presento,  sono un Gennaro Esposito qualunque, sono nato a Napoli nel 1996, nel giorno in cui Alex Del Piero a Tokyo alzava la coppa Intercontinentale,  forse per questo sono “juventino”!
Da piccolo mi divertivo a deridere i miei familiari, tutti tifosissimi del Napoli, poiché mentre noi eravamo ripetutamente campioni d’Italia, il Napoli continuava la sua discesa verso un lungo declino, culminato poi col fallimento del 2004!
Crescendo, essendo appassionato di calcio, mi sono chiesto perché nell’albo d’oro del campionato di Serie A figurassero frequentemente squadre del nord e quasi mai quelle del sud!

Addirittura 99 scudetti  su 107 al nord (ora 100 su 108 – fonte Wikipedia n.d.r.)!
Allora mi son detto: ” vuoi vedere che è per lo stesso motivo per cui al nord c’è più lavoro che al sud?

Che è per lo stesso motivo per il quale il nord nonostante non abbia le stesse risorse sia umane che naturali del meridione, risulta essere piu ricco? ”
La risposta che mi son dato è stata affermativa, c’è MALAUNITA’ anche nel calcio!
Mi chiederete come si possa collegare un evento storico di tale portata e dimensione con delle semplici partite di calcio, rispondo allora che lo sport in generale, ma il calcio nello specifico sono lo specchio della società!
Squadre come Napoli, Palermo, Catania, Bari, Reggina hanno vinto poco o nulla, a causa delle condizioni sociali scaturite dal dopo risorgimento, mentre al nord vincevano anche squadre di piccoli centri , come Vercelli , Novi Ligure , Casale Monferrato !
Così dopo essermi informato sulla vera storia del risorgimento e sul male fatto alla mia terra mi ripresento:
CIAO , SONO UN GENNARO ESPOSITO QUALUNQUE, E SONO UN TIFOSISSIMO DEL NAPOLI perchè ho capito che chi nasce in questa terra non può rinnegarla, ma deve combattere per far si che risorga piu forte di prima in ogni suo settore, anche nel calcio!

 

foto dall’Album di Tanzen80