Lug 07

Museo Egizio de il Cairo


I° giorno di visita – 7 Luglio 2010

Dopo la Moschea è stata la volta del Museo Egizio de il Cairo la cui visita da sola richiederebbe almeno tre giorni, ma il tempo stringe, le mamme invecchiano, i figli ingrassano e le guide pressano.

Il museo presenta da subito un grossissimo problema, cioè la totale assenza di aria condizionata con quasi 50° fuori!

Comincia immediatamente la caduta dei turisti che caratterizzerà tutto il viaggio e segnerà la vacanza di 28 persone su 28 all’interno del gruppo.

Vuoi per il caldo, vuoi per la sveglia, vuoi perché eravamo tutti reduci dallo stress post matrimoniale, in ogni caso cominciano gli svenimenti, i mancamenti, i capogiri e la mia personale insofferenza a non poter girare liberamente (oltretutto mi era stato vietato di usare la fotocamera). Continua a leggere

Lug 07

Moschea di Mohamed Ali’ (moschea di alabastro)


I° giorno di visita – 7 Luglio 2010

Moschea di Mohamed Ali'

Moschea di Mohamed Ali'

Inizia la nostra avventura in Egitto!

La prima tappa è la Moschea di Mohamed Ali’ anche chiamata la Moschea di alabastro, distante pochi chilometri dall’albergo e situata in posizione dominante sulla Cittadella de Il Cairo (Al-Qalaa).

Per accedervi bisogna attraversare le mura di una fortificazione e percorrere una salita che costeggia altre mura interne.

La moschea, che è uno dei simboli della città, si presenta con snellissimi minareti  e la grande cupola.

All’ingresso principale, per le donne che risultano troppo provocanti per i rigidi canoni islamici, vengono forniti dei mantelli di stoffa con cui coprirsi. Nonostante la guida avesse avvertito il gruppo, qualcuna che non ha rinunciato agli shorts o alla canottiera c’è stata comunque.

Superato il primo varco ci si ritrova nel cortile dove c’è  la torre dell’orologio.

Torre dell'orologio nella Moschea di Mohamed Ali'

Torre dell'orologio nella Moschea di Mohamed Ali'

La guida ci racconta indignata che l’orologio sulla torre fu dato dal re Luigi Filippo di Francia nel 1836 in cambio dell’obelisco del tempio di Luxor. Per inciso, l’orologio si ruppe durante il trasporto in nave e non ha mai funzionato mentre l’obelisco fa bella mostra in Piazza della Concordia a Parigi.

Nella moschea è assolutamente vietato camminare con le scarpe, l’alternativa ai piedi nudi sono delle bustine copri suola prontamente vendute dai dei ragazzini al costo di 50 centesimi/1 euro all’entrata.

La moschea di Mohamed Ali’ si presenta decisamente affascinante e la guida, mussulmana, si dimostra notevolmente preparata e capace riuscendo a dissertare piacevolmente sull’estremismo e proporre qualche aneddoto su Maometto.

Questo luogo di culto è un punto di riferimento per tutti i mussulmani egiziani (da notare in foto la donna col burqa che fotografa la moschea col telefonino).

Il pavimento della Moschea è completamento coperto dai tappeti mentre il soffitto è carico di fastose luci ed un enorme lampadario.

Ci viene spiegato che l’organizzazione della Moschea è fatta in modo tale che anche alle persone all’esterno possa arrivare dal pulpito la voce dell’Imām.

Neanche a dirlo, appena usciti dalla moschea ci è stato chiesto di toglierci le bustine proteggi suola per distruggerle ed evitarne il riutilizzo.

Terrazza della Moschea di Mohamed Ali'

Terrazza della Moschea di Mohamed Ali'

All’uscita dalla Moschea ci si ritrova sulla terrazza che affaccia direttamente sulla Cittadella e dove incontriamo i nostri primi venditori egiziani.

I balconi della terrazza sono protetti da una barriera di corde, facilmente superabili con la compiacenza dei guardiani e un euro di mancia.

Purtroppo c’era foschia e le foto panoramiche non sono venute molto bene ma la vista è davvero fantastica.

Completiamo la nostra passeggiata in giro per la terrazza comprando papiri a pacchi e ci muoviamo verso l’uscita ed il prossimo appuntamento.
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Lug 06

Il viaggio in aereo verso Il Cairo


giorno 0 – 6 Luglio 2010

Siamo ormai sull’aereo dell’EgyptAir.
La durata del viaggio stimata è  di circa tre ore, quindi in funzione del fuso orario l’arrivo è previsto per le 21.45.

Ci accomodiamo ai nostri posti e aspettiamo, un po’ emozionati, l’inizio della nostra avventura.

L’aereo parte in orario e il volo procede lungo ma tranquillo, veniamo forniti di auricolari per seguire la televisione di bordo dove trasmettono musica araba e film in inglese con sottotitoli arabi.

Io metto le cuffiette mosso dalla mia solita curiosità e mi regalo una mezz’oretta cullato dalle canzoni arabe tremendamente simili a quelle dei neomelodici partenopei.

Al risveglio comincio ad osservare un po’ il microcosmo intorno, notando che la presenza di italiani è ridotta all’osso e che molti viaggiano con bambini in fasce.

La cosa imbarazzante per un volo di linea Italia-Egitto è che nessuno del personale capiva l’italiano e avevano grosse difficoltà con l’inglese più elementare.

Un’altra annotazione mentale la faccio sulle hostess egiziane, in questo viaggio tutte senza velo e vistosamente truccate.

Proprio di una hostess ricordo un avvenimento particolare: durante il viaggio un bambino al di sotto dei tre anni comincia a piangere e viene portato in coda all’aereo, probabilmente per un  semplice cambio del pannolino. Comincia una strana agitazione dei passeggeri più legata allo stress del viaggio che ad altro.

L’hostess più giovane, palesemente affranta dalla sua incapacità di gestire un bambino che piange, fa la cosa più assurda che possa fare una hostess… passa lungo il corridoio con le mani nei capelli come in segno di disperazione.

In molti si allarmano – un po’ anche io a dire il vero 😉 –  ma velocemente si accorgono della situazione capendo che si tratta semplicemente di una hostess cretina.

Con un ritardo di una mezz’oretta, finalmente atterriamo.

Fatto il classico applauso al pilota dopo l’atterraggio di un volo internazionale attendiamo ansiosi lo sbarco.

Come spesso capita in questi casi, il primo pensiero va all’accensione del telefonino per avvertire i parenti del raggiungimento della meta. Mi immergo rapidamente nella ricerca delle nuove reti telefoniche tenendo con esperienza sotto controllo l’avanzamento della fila davanti a me.

L’arrivo delle scale si fa attendere e, davanti a me, alcune madri rallentano la fila indaffarate nell’organizzazione degli oggetti usati per i loro figli durante il viaggio.

Niente di strano fin qui ma poi, per la serie chi ben comincia è a metà dell’opera,  faccio la mia prima discussione con un egiziano.

Un maleducato quanto corpulento soggetto due file indietro inizia a sbraitarmi contro pensando che fossi io a bloccare la fila, gli faccio notare con pazienza che ci sono altre persone davanti ma lui – imperterrito – dopo qualche secondo si fa strada e mi picchietta sulla spalla chiedendomi se mi ero addormentato.

Beh… a quel punto, tienimi che mi tengo, ho cominciato a inveirgli verbalmente contro dandogli del maleducato e del cieco e ribadendo ancora una volta la presenza davanti di madri indaffarate in cose più importanti di qualsiasi cosa avesse da fare lui. Il tipo si è zittito all’istante, anche vedendo la reazione dei suoi connazionali che gli facevano rumorosamente notare la stessa cosa.

<<Cominciamo bene>>, ho pensato… ed era davvero solo l’inizio 😉
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<<La partenza da Malpensa

Lug 06

La partenza da Malpensa


giorno 0 – 6 Luglio 2010

Come in ogni avventura che si rispetti il viaggio inizia con la partenza!

L’aereo di linea EgyptAir per Il Cairo è previsto per le ore 17.00 da Malpensa, l’agenzia ci consiglia di trovarci all’aeroporto per il check-in alle 13.30-14.00.

Partiamo da Pioltello di buon’ora preventivando le quasi due ore che servono per raggiungere lo scalo di Varese, assurdamente considerato un aeroporto di Milano, e preferendo comunque avere un largo anticipo sugli orari consigliati.

Dalla stazione centrale di Milano prendiamo il Malpensa Shuttle (7.5 euro di biglietto) e in circa un’ora di pullman arriviamo al Terminal 2 intorno alle 11-11.30.

Buona parte dell’attesa l’abbiamo passata sonnecchiando poiché i residui della stanchezza post-matrimoniale e post-viaggio Napoli-Milano si facevano fortemente sentire.
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