A cosa servono i cimiteri?

Attenzione! quella che segue è una mia opinione che non vuole offendere nessuno (mi scuso altrimenti), accetto volentieri critiche o discussioni.

Tra le molte domande che mi pongo sulla civiltà nostrana e le religioni (in particolare quella crisitiana) ce n’è una che riguarda i cimiteri e i riti funebri in generale.

In via semplicistica, le possibili prese di posizione che mi vengono in mente, riguardo la vita dopo la morte, sono due:

1. O si crede che la persona sia passata a miglior vita, e quindi la sua anima sta altrove (paradiso, reincarnazione, etc.).

2. O si crede che siamo fatti di carne e basta, senza anima o parte spirituale.

Nel primo caso, quel che resta dopo la morte è un corpo di carne “svuotato” della parte spirituale.

Nel secondo caso è carne in decomposizione.

Perché un credente deve andare in un cimitero a venerare un corpo svuotato di “anima”?

Perché un ateo deve andare in un cimitero o presso una tomba a venerare carne in decomposizione?

La risposta va probabilmente trovata nelle consuetudini radicate della civiltà.

In passato i cimiteri erano luoghi di “raccolta cadaveri” realizzati prima di tutto per questioni igieniche.

Credo che nel tempo, supportati da un istinto di venerazione verso il defunto (ad esempio verso grandi uomini del passato, santi o semplicemente un caro estinto) e sicuramente da interessi economici non banali, si siano accreditate abitudini che spesso hanno ben poco da vedere con i vari culti.

Leggerò con piacere la risposta (di credenti o meno) che mi dicano quale valore ha spendere centinaia di euro in nicchie, fiori, etc, per un ex-corpo?

Il solo funerale, ad oggi, non mi risulta costi meno di 2000 euro, il che vuol dire che una famiglia colpita dal dolore, in un momento di confusione, rimane in balia di persone che lavorano (anche rispettosamente) lucrando su consuetudini consolidate… oltre al danno (affettivo) anche la beffa (economica).

LA MEMORIA NON CHIEDE SIMBOLI, IL RISPETTO E’ FATTO SOLO DI RISPETTO!

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4 thoughts on “A cosa servono i cimiteri?

  1. Io concordo pienamente, mi sono trovato spesso a fare di queste riflessioni. La cremazione, per esempio, è una soluzione più razionale, e poi vuoi mettere essere sparso sul mare? È anche molto più poetico secondo me. Ma restiamo sempre nel campo delle opinioni personali.

    Enzo mi permetto poi di segnalarti poi un libro interessante, addirittura comico, su questi argomenti così delicati: “Il Povero Piero”, di Achille Campanile.

    Saluti,
    Antonio

  2. Cara anonimo, leggerò volentieri “I sepolcri”, così come il “Povero Piero”, ma questo non vuol dire che poi cambierò la MIA opinione (spero tu sappia cosa significa IMHO). In ogni caso come vedi non ho moderato il tuo commento, quantomeno inopportuno nei toni. Permettimi di dire che l’ignoranza (dell’intera epoca in cui viviamo) è proprio l’arroganza con cui si usano toni come i tuoi, l’arroganza con cui si pretende che le proprie opinioni (o di Foscolo o di chiunque altro) siano migliori di altre.
    La prossima volta firmati tranquillamente, questo blog spera di trovare anche persone in disaccordo, preferibilmente che non “urlino”.

  3. Alcune persone devono offendere per far valere la propria opinione….cmq..penso che fin dalla notte dei tempi…il grado di civilta’di un popolo si misura anche dal rispetto x i propri defunti..l’evoluzione della specie umana ha un balzo quando l’uomo scopre il fuoco….e impara a seppellire i morti…

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